Da liposuzione a lipofilling del seno, il grasso diventa risorsa in chirurgia plastica

  • Nov 02, 2026

La liposuzione mantiene risultati estetici significativi anche a cinque anni dall'intervento, con un tasso di complicanze basso. Inoltre, il tessuto adiposo prelevato può essere riutilizzato per interventi di chirurgia estetica e ricostruttiva della mammella, con risultati promettenti quando viene arricchito con frazione vascolare stromale. Sono i risultati di due studi internazionali italo-greci pubblicati sulla rivista Aesthetic Surgery Journal, di cui si discuterà al congresso internazionale Regenerative Plastic Surgery, in programma a Roma il 3 e 4 dicembre 2026.     Il primo studio ha coinvolto 1.248 pazienti in otto centri, seguiti per cinque anni dopo la liposuzione. Il 78,6% ha mantenuto un miglioramento stabile del profilo corporeo e il 71,3% una sostanziale stabilità del peso. Il tasso complessivo di complicanze è stato del 14,8%, quello delle complicanze maggiori pari all'1,9%. Tra i fattori associati a un maggior rischio di complicanze figurano obesità, fumo e associazione con altri interventi chirurgici. La ricerca ha inoltre documentato miglioramenti significativi della soddisfazione corporea e della qualità della vita. Il secondo studio ha confrontato il lipofilling mammario standard con il trasferimento di tessuto adiposo arricchito con Svf (frazione cellulare vasculo-stromale ottenuta dal proprio grasso) su 312 pazienti in sei centri italiani e greci. A 24 mesi, la percentuale media di grasso mantenuto è stata del 66% nel gruppo Svf, contro il 49,8% del gruppo standard; a 12 mesi i valori erano rispettivamente del 71,8% e del 56,4%.     "Le due ricerche evidenziano due aspetti complementari della chirurgia plastica: la possibilità di ottenere risultati stabili e sicuri con la liposuzione e quella di valorizzare il tessuto adiposo prelevato, trasformandolo in una risorsa per la chirurgia ricostruttiva ed estetica della mammella", spiega Pietro Gentile, professore di chirurgia plastica e ricostruttiva dell'Università di Roma Tor Vergata, che ha coordinato la ricerca. Nel lipofilling, aggiunge, l'arricchimento con Svf "è stato ottenuto attraverso procedure di manipolazione minima, come filtrazione, centrifugazione e lavaggio, nel rispetto delle normative, senza espansione cellulare o colture al di fuori di laboratori".     Riproduzione riservata © Copyright ANSA