I rumori del traffico fanno male al cuore, più rischi di eventi cardiaci

  • Nov 02, 2026

L'esposizione cronica a forti rumori da traffico (auto e autobus, aerei e treni) potrebbe aumentare la probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari, portando a un rischio maggiore di gravi eventi cardiaci e di sviluppare fattori come colesterolo alto o ipertensione; un rischio che nemmeno abitudini di sonno regolari e sane sembrerebbero in grado di contrastare. Lo rivela uno studio che sarà presentato al congresso dell'American Heart Association a Chicago.     Condotto da cardiologi del Massachusetts General Hospital, lo studio ha preso in esame i dati relativi al periodo 2010-2020 riguardanti 108.051 adulti (età media 57 anni) iscritti alla Massachusetts General Brigham Biobank. L'esposizione al rumore legato ai trasporti è stata stimata utilizzando uno strumento che misura i livelli medi di rumore dei trasporti nell'arco delle 24 ore in prossimità dell'abitazione di una persona. Circa un terzo dei partecipanti (33%) è risultato esposto a rumori legati ai trasporti superiori ai 50 decibel, il 54,5% a livelli superiori ai 45 decibel (45-50 è paragonabile al rumore di una pioggia moderata).     È emerso che l'esposizione a livelli elevati di rumore legato ai trasporti (superiori ai 50 decibel) si associa a un incremento, compreso tra l'8% e il 10%, nello sviluppo dei principali fattori di rischio per le malattie cardiache, come colesterolo alto, ipertensione e diabete. Un'esposizione superiore ai 50 decibel è stata collegata a una maggiore probabilità di andare incontro a un grave evento cardiaco avverso. "Il risultato principale è che la correlazione tra l'esposizione al rumore e l'insorgenza di eventi cardiovascolari — così come il numero di fattori di rischio cardiovascolare sviluppati — è risultata analoga indipendentemente dal sonno.     Ciò suggerisce che un sonno regolare non offra protezione contro gli effetti negativi che l'esposizione al rumore può avere sul cuore", dichiara l'autore principale dello studio, Joseph Nguyen. "È stato sorprendente scoprire che la qualità del sonno non sembra giocare alcun ruolo".    Riproduzione riservata © Copyright ANSA